
Ogni quanto va controllato un impianto di rilevazione incendi (e cosa succede se non lo fai)
Hai un impianto di rilevazione fumi o un sistema di rivelazione incendio in azienda, ma non sai esattamente ogni quanto va controllato? Sei in buona compagnia. È uno dei dispositivi antincendio più trascurati, perché “se non suona vuol dire che funziona”. Falso. Un rilevatore guasto non suona MAI, neanche quando dovrebbe. Cosa dice la normativa Il riferimento tecnico è la norma UNI 11224, che stabilisce le modalità di verifica periodica degli impianti di rivelazione e segnalazione automatica d’incendio. A questa si aggiunge il Decreto del Ministero dell’Interno del 1° settembre 2021, che impone la qualificazione del tecnico manutentore per tutti gli impianti antincendio, compresi quelli di rilevazione. In pratica: dal 2021 non basta più “qualcuno che passa a controllare”. Serve un tecnico con requisiti specifici, e il controllo deve essere documentato. Ogni quanto si fa il controllo Controllo periodico semestrale: verifica visiva e funzionale dei rilevatori, della centrale di controllo, delle sirene e dei pulsanti di allarme manuale Verifica annuale più approfondita: test di sensibilità dei rivelatori, controllo batterie tampone, verifica collegamenti con eventuali sistemi di spegnimento automatico Pulizia dei sensori: la polvere è il nemico numero uno dei rivelatori ottici di fumo. In ambienti industriali o con molta polvere (falegnamerie, magazzini, lavorazioni metalliche) la pulizia va fatta più spesso del previsto da manuale Cosa fa il tecnico durante il controllo Non è una visita di cortesia. Il tecnico verifica che il rivelatore risponda correttamente (con fumo di prova o test elettronico), controlla che la centrale registri e segnali l’allarme nel modo corretto, verifica che le sirene siano udibili in tutti gli ambienti previsti, controlla lo stato delle batterie di backup (un impianto senza batterie funzionanti smette di proteggerti nel momento esatto in cui salta la corrente, cioè spesso proprio durante un incendio). CLICCA QUI PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI I segnali che qualcosa non va Alcuni campanelli d’allarme che molte aziende ignorano: La centrale segnala “guasto” su una zona e nessuno se ne occupa da settimane I led dei rivelatori sono spenti o lampeggiano in modo anomalo L’impianto è stato installato anni fa e non avete mai visto un report di controllo Avete fatto lavori (tramezzi, controsoffitti, nuovi macchinari) dopo l’installazione dell’impianto, senza far verificare la copertura dei rivelatori Cosa rischi se non lo fai Sul piano legale, in caso di controllo dei Vigili del Fuoco un impianto senza registro di manutenzione aggiornato è una non conformità immediata, con possibili sanzioni. Sul piano assicurativo, se l’impianto risulta non manutenuto al momento di un sinistro, la compagnia può rifiutarsi di liquidare il danno o ridurre l’indennizzo. Ma il rischio più grande è il più semplice: un rivelatore che non funziona non ti avvisa. E in un incendio, i minuti di anticipo nell’allarme sono quelli che salvano persone e limitano i danni. Con Difesa Fiamma gestiamo per te il calendario dei controlli semestrali e annuali dell’impianto di rilevazione, con report dettagliato a ogni intervento. Non devi pensarci tu: ti avvisiamo noi quando è il momento. RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA SPECIFICA In sintesi Un impianto di rilevazione incendi va controllato almeno ogni sei mesi da un tecnico qualificato secondo il DM 1° settembre 2021, con verifiche più approfondite a cadenza annuale. Senza questo controllo, l’impianto può sembrare attivo (i led sono accesi, la centrale è alimentata) ma non funzionare davvero nel momento in cui serve. La manutenzione documentata non è un costo: è la prova che l’azienda ha fatto tutto il possibile per proteggere chi ci lavora.








